venerdì 22 maggio 2026

Shivaismo del Kashmir parte 3

 


Filosoficamente, la tradizione Agamica include le seguenti dottrine principali:

  1. i cinque poteri di Siva:

      • creazione

      • preservazione

      • distruzione

      • rivelazione

      • occultamento

  1. Le tre categorie:

      • Pati,

      • pashu

      • pasha-Dio, anime e legami

  1. i tre legami: anava, karma e maya;

  2. il triplice potere di Siva-iccha, kriya e jnana shakti;

  3. i 36 tattva, o categorie di esistenza, dai cinque elementi a Dio;

  4. la necessità del Satguru e dell'iniziazione;

  5. il potere del mantra;

  6. i 4 pada: charya, kriya, yoga e jnana.


Filosofia e pratiche Agamiche vengono trasmesse anche attraverso altri canali:

  • Lo Saiva Purana.

  • Templi Shaiva, dalla costruzione all'esecuzione dei rituali, tutto è esposto negli Agama. In particolare gli shodasha upacharas, o sedici atti di adorazione della puja, come l'offerta di cibo, incenso e acqua.

  • Canzoni e Bhajan dei santi, nella semplicità portano una potente filosofia.

  • Gli insegnamenti di guru, swami, pandita, shastri, sacerdoti e anziani.

Le origini

Lo Shaivismo Kashmiro ha sostenuto fin dal principio uguaglianza sociale, libertà, assenza di dogmi e il ritenere reale (non illusoria) la realtà, in quanto manifestazione della coscienza universale.


Gli Saiva consideravano l'assoluto Parma Siva come il creatore, il preservatore e l'assorbitore.

Nei suoi diversi aspetti, egli manifesta la sua shakti e la ritira quando la sua libera volontà (Swatantrya) lo richiede.

L'individuo è un mini Shiva, che quando riconosce il suo vero sé, diventa uno con la coscienza universale.


L'Islam diffuso in quelle zone fu influenzato dall'ideologia buddhista e Shaivita.

I Mathikas (centri di dibattito teologico) erano frequentati da sufisti che erano profondamente interessati al pensiero Buddhista e Shaivita.

Come risultato della sintesi di Buddhismo e Islam, il Sufismo ha adottato un punto di vista liberale in accordo con i principi dello Saivismo, ha posto grande enfasi sull'autoriconoscimento (la dottrina del pratyabhijna dei Saiva).

Come questi ultimi, ha denunciato l'idolatria, le caste e ha sostenuto la libertà individuale nell'ottenere la realizzazione.

I sufisti (come i vedantini) consideravano il mondo illusorio e transitorio,

ma si avvicinavano alla filosofia Shaiva sulle questioni della libera volontà dell'individuo e della sua potenzialità di riconoscere il suo vero sé.














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