Anthony Tribe
Studioso indipendente e membro della Royal Asiatic Society of Great Britain and Northern Ireland ha conseguito il dottorato di ricerca dell'Università di Oxford (1995) e ha insegnato a Oxford e nell'Asian Studies Program presso l'Università del Montana, Missoula.
La sua principale area di ricerca è il buddismo tantrico indiano.
Altri interessi di ricerca includono l'arte buddista, il bodhisattva Mañjuśrī nelle culture buddiste Mahāyāna e l'influenza buddista sulle tradizioni indù Pātañjala-yoga e Haṭha-yoga.
Agehananda Bharati
Swāmī Agehānanda Bhāratī (Vienna, 20 aprile 1923 – New York, 14 maggio 1991) era il nome monastico di Leopold Fischer, professore di antropologia alla Syracuse University per oltre 30 anni.
Era un accademico sanscritista, uno scrittore di argomenti religiosi e un monaco indù dell'ordine Dasanami Sannyasi.Si unì all'Indian Club e iniziò a studiare l'hindi e il sanscrito classico, che lo portò alla decisione di diventare un indologo. Successivamente, Fischer divenne un membro della "Legione dell'India libera" tedesca e si convertì all'induismo, assumendo il nome di Ramachandra.
Mircea Eliade
Bucarest, 13 marzo 1907 /Chicago, 22 aprile 1986 storico delle religioni, scrittore, filosofo, orientalista, saggista, esoterista e accademico rumeno.
Uomo di grande cultura, credente ortodosso, assiduo viaggiatore, parlava e scriveva correntemente otto lingue.
Dopo la laurea in filosofia (1928) con una tesi su La filosofia italiana da Marsilio Ficino a Giordano Bruno vinse una borsa di studio per studiare a Calcutta la filosofia indiana con Surendranath Dasgupta, in casa del quale incontrò Giuseppe Tucci.
Dal 1933 al 1940 insegnò filosofia all'università di Bucarest, alla fine della guerra mondiale si trasferì a Parigi, dove rimase fino al 1956. Qui insegnò, scrisse, ebbe contatti fittissimi con università e intellettuali di vari paesi tra i quali Jung, ma condusse sostanzialmente una difficile vita da esule. Dal 1957 fu di professore di storia delle religioni all'Università di Chicago, ma continuò a viaggiare, pubblicare (quasi tutto in Francia) e a svolgere fittissime attività accademiche.
Alexandra David-Néel
Nata a Saint-Mandé, 24 ottobre 1868 – morta a Digne, 8 settembre 1969, è stata una scrittrice ed esploratrice francese, nota soprattutto per essere stata la prima donna occidentale a giungere nel 1924 a Lhasa, città all'epoca vietata agli stranieri, dopo otto lunghi mesi di marcia partendo dallo Yunnan e attraversando il Tibet.
Nella sua lunga carriera di esploratrice, orientalista e antropologa scrisse più di trenta libri di viaggi e alcuni testi sul Buddhismo; è stata una delle sedici donne che fondarono l'Ordine Massonico Misto e Internazionale Le Droit Humain.
Fin da giovane dimostrò il suo senso di libertà e ribellione: già nel 1886, all'età di soli diciotto anni, abbandonò la casa dei suoi genitori a Bruxelles per viaggiare in sella ad una bicicletta con la quale si diresse in Spagna.
Il suo viaggio proseguì in Francia, dove si fermò per un certo tempo presso Mont-Saint-Michel.
Trasferitasi in Inghilterra, a Londra, si immerse nello studio delle filosofie orientali, contemporaneamente allo studio della lingua inglese.
Lì ebbe modo di conoscere Agvan Dorzhiev, inviato del Tredicesimo Dalai Lama e futuro fondatore del primo tempio buddhista in Europa. Dopo aver fatto ritorno a Parigi, dove si iscrisse alla Società Teosofica (il suo diploma porta la data del 7 giugno 1892) , cofondata nel 1875 a New York da Helena Petrovna Blavatsky, approfondendo così gli studi sul buddhismo tibetano, e seguendo le lezioni di Lingue orientali alla Università della Sorbona.
In quello stesso periodo si iscrisse o frequentò numerose società segrete, tra cui la Massoneria (nella quale raggiunse il 33º ed ultimo grado del Rito scozzese antico ed accettato), movimenti femministi ed anarchici.
Nel 1899 scrisse un saggio anarchico con lo pseudonimo di Alexandra Myrial, intitolato Pour la vie.
Nel 1890-1891, grazie ad una eredità proveniente dalla nonna materna, viaggiò in lungo e in largo per tutta l'India studiando dal suo maestro locale, Swami Bhaskarânanda.
Ma la saggistica e lo studio orientalista non erano sufficienti per vivere e mise quindi a frutto un'altra sua dote eccellente: il canto. È così che cominciò a girare il mondo come cantante lirica, divenendo anche prima donna all'Opera di Hanoi.
Nel 1902 le venne offerta la direzione artistica del teatro di Tunisi e così, con la promessa di fare ritorno in Asia dov'era il suo cuore, si trasferì in Africa settentrionale, dove si diede allo studio del Corano e dove conobbe l'ingegnere ferroviario Philippe Néel che sposò nel 1904.
Ben presto la vita matrimoniale si rivelò insoddisfacente e per questo motivo, si trasferì in Inghilterra per apprendere in maniera approfondita la lingua inglese, fondamentale per gli studi di orientalistica.
Dal 1914 al 1916 visse in eremitaggio in una caverna nel Sikkim, praticando esercizi spirituali con il monaco tibetano Aphur Yongden, che in seguito adottò come figlio e che morì a Digne il 7 novembre 1955.
Nel 1916 a Shigatse incontrò il Panchen Lama, che la riconobbe come reincarnazione. Impossibilitata a tornare in Europa a causa della guerra, si recò in Giappone. Là incontrò Ekai Kawaguchi, che nel 1901 aveva visitato Lhasa. Desiderosa di imitarlo, si recò a Pechino e di lì, travestita da tibetana, attraversò la Cina in piena guerra civile e a piedi raggiunse Lhasa, sempre con Aphur Yongden.
Dopo una parentesi europea, Alexandra nel 1937 tornò in Cina, dove rimase, a causa della seconda guerra mondiale, fino al 1946.
Alexandra David-Néel morì l'8 settembre 1969, all'età di quasi 101 anni, in Provenza. Nel 1973 le sue ceneri furono portate da Marie-Madeleine Peyronnet a Varanasi e disperse nel Gange con quelle del suo figlio adottivo.
Giuseppe Vincenzo Tucci
5 giugno 1894 - 5 aprile 1984, orientalista, esploratore, storico delle religioni autore di circa 360 pubblicazioni, condusse diverse spedizioni archeologiche in Tibet, India, Afghanistan ed Iran.
Attratto sin da giovane dalle civiltà antiche, e in particolare dal pensiero religioso, apprese presto l'ebraico, e poi il sanscrito, il persiano e il cinese.
Si laureò in Lettere nel 1919, e durante la sua vita insegnò in varie università (Regia università di Roma, l'Orientale di Napoli) tra le quale anche alcune in India per insegnare lingua, arte e letteratura italiana
Tucci aderì al regime fascista, seppure senza grande interesse politico, preso dai suoi studi che Mussolini deciderà di finanziare a fini politici.
Tucci diventò buddista durante la spedizione del 1935, fu iniziato dall'abate di Sakya, Ngawang Thutob Wangdrag.
Tucci era convinto di essere stato un tibetano nella sua vita precedente, e di essersi reincarnato in Occidente per aiutare il suo popolo a mettervi in salvo le testimonianze della sua religione e della sua cultura.
Nel fondo Tucci a Roma sono conservati molti reperti tra cui antichi manoscritti tibetani, oggetti devozionali e statue buddhiste di grande valore portate dalle spedizioni Tucci, salvati così dalle distruzioni dell'invasione del periodo 1950-59 e dalle devastazioni inflitte negli anni '60 dalle guardie rosse maoiste durante la Grande Rivoluzione Culturale.
La sua ipotetica adesione al Manifesto della Razza del 1938 è dubbia.
Risulta che si adoperò per salvare, riuscendoci, lo psicoanalista junghiano ebreo Ernst Bernhard, di contrappunto, sono documentati i suoi legami con Karl Haushofer, esperto di geopolitica e studioso di esoterismo tra i principali del nazionalsocialismo.
Dopo l'8 settembre 1943, non aderì ufficialmente alla Repubblica Sociale Italiana né supportò la resistenza partigiana, tenendosi in disparte.
Tucci formò generazioni di studenti, tra i quali vanno ricordati gli orientalisti Pio Filippani Ronconi, Fosco Maraini, Mario Bussagli, Raniero e Gherardo Gnoli, e in particolare Luciano Petech.
In elevatissima stima tenne Massimo Scaligero, che, dalla fine degli anni Quaranta, chiamò a capo della redazione di East and West.
Robert Heinrich Zimmer.
6 dicembre 1890 – 20 marzo 1943) storico delle religioni e orientalista.
Figlio del celtista Heinrich Zimmer (1851-1910), Robert Heinrich Zimmer è stato un famoso indologo tedesco.
Si laureò all'Università di Berlino nel 1913 dibattendo una tesi sulla "Storia dei gotra" ovvero sulle origini dei lignaggi dei brahmani.
Docente all'Università di Greifswald, nel 1922 Zimmer ottenne l'incarico di professore di "Filologia indiana" all'Università di Heidelberg pubblicando nel 1926 Kunstform und Yoga im indischen Kultbild testo che gli fece acquisire la fama di indologo di valore.
Nel 1932 Zimmer ebbe occasione di incontrare il fondatore della psicologia analitica Carl Gustav Jung, che si stava interessando al tantrismo proprio grazie alla sua opera; dal sodalizio tra i due studiosi nacque il Seminario di psicologia di Zurigo.
Nel 1938, con il varo in Germania delle leggi razziali, Zimmer fu costretto ad abbandonare gli incarichi accademici per aver espresso dure critiche al regime nazista e per aver sposato, nel 1928, Christiane von Hofmannsthal (di origini ebraiche).
Esule, Zimmer ottenne una cattedra a Oxford, poi alla Johns Hopkins University di Baltimora e alla Columbia University di New York.
Colpito dalla polmonite, morì a New Rochelle il 20 marzo del 1943.
L'incontro avvenuto nel 1932 dell'indologo tedesco con Carl Gustav Jung, padre della Psicologia analitica, fu senza dubbio uno dei più significativi della sua vita. L'influenza di Jung si manifesta sul come Zimmer interpreterà, in modo archetipico le tradizioni indiane.





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